Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana in vista della scelta di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nell'anno 2010-2011


L’anno scolastico ha preso avvio da qualche settimana, segnato da cambiamenti e innovazioni finalizzati a tenere il passo con le trasformazioni della società nell’orizzonte europeo e globale.

La Chiesa che è in Italia, consapevole che la scuola è luogo imprescindibile di formazione della persona nella dimensione individuale e sociale, ne segue con attenzione e partecipazione gli sforzi, condividendo le ansie di quanti si adoperano attivamente nel compito educativo. Essa si fa “compagna di viaggio”, dei genitori, dei docenti e degli studenti, cooperando – nelle modalità che le sono proprie – all’educazione integrale delle giovani generazioni.

In particolare, con l’insegnamento della religione cattolica, propone all’interno dell’offerta formativa l’orizzonte di valori provenienti dal ricco patrimonio del cristianesimo, che segna profondamente la cultura occidentale, declinandosi in Italia soprattutto nella forma cattolica. I grandi valori universali della dignità della persona, della pace e della giustizia, le molteplici espressioni dell’arte, della musica e della letteratura, delle feste, degli usi e costumi costituiscono la trama organica della nostra civiltà e resterebbero incomprensibili, se disancorati dalla radice cristiana che li ha generati e dalla figura e dall’opera di Gesù Cristo, che ne è il fondamento. Il Santo Padre Benedetto XVI ci ha ricordato che “grazie all’insegnamento della religione cattolica, la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità, nei quali, decifrando l’apporto significativo del cristianesimo, si abilita la persona a scoprire il bene e a crescere nella responsabilità, a ricercare il confronto ed a raffinare il senso critico, ad attingere dai doni del passato per meglio comprendere il presente e proiettarsi consapevolmente verso il futuro” (Discorso ai partecipanti all’incontro degli insegnanti di religione cattolica, Roma, 25 aprile 2009).

Sono queste le ragioni che ci inducono a invitare genitori e studenti a scegliere l’insegnamento della religione cattolica, preziosa opportunità culturale che consente anche di confrontarsi con maggiore consapevolezza con altre realtà culturali e religiose presenti oggi nelle nostre città. Esso contribuisce a caratterizzare la scuola come occasione di formazione umana e civile, intessuta nelle dimensioni dello spirito e dell’esperienza religiosa. L’insegnamento della religione cattolica, come disciplina scolastica specifica, muovendo dai grandi interrogativi esistenziali e dal patrimonio storico della cultura italiana, promuove infatti la riflessione sul senso ultimo della vita e apre al confronto con le altre istanze religiose, facendo conoscere l’originalità della risposta religiosa cristiana, senza precludersi al confronto con altri sistemi di significato.

L’esperienza di tanti insegnanti di religione, ai quali va la nostra sincera riconoscenza, testimonia che questo obiettivo è perseguibile. Di ciò è prova anche l’alto livello di adesione da parte di famiglie e studenti provenienti da altri paesi e culture: il dialogo e l’amicizia nata sui banchi di scuola fanno ben sperare quanto al superamento di pregiudizi e incomprensioni che minerebbero le basi della convivenza sociale.

Nel 2009 l’insegnamento della religione cattolica è stato scelto dal 91% delle famiglie e degli alunni della scuola pubblica. Il dato sale al 91,7 %, se si tiene conto anche di quanti frequentano scuole di ispirazione cattolica. Si tratta di un risultato lusinghiero, che attesta la validità della proposta, confermando nel loro proposito quanti hanno deciso di avvalersi di tale insegnamento e provocando positivamente coloro che sono chiamati a sceglierlo per il prossimo anno scolastico.

Roma, 13 novembre 2009


PRESIDENZA DELLA CEI